p 372 .


Capitolo Ventinove. Il colonialismo imperialistico.


Paragrafo 1 . Obiettivi ed effetti.


Il periodo compreso tra gli anni Ottanta e la prima guerra mondiale fu
definito  gi  dai  contemporanei  "et  dell'imperialismo",  per   la
tendenza  degli stati pi avanzati a crearsi, attraverso  una  intensa
espansione coloniale, un impero ove reperire materie prime  e  trovare
sbocco per una produzione in costante crescita. Allo stesso tempo esso
sarebbe  stato  testimonianza di grandezza politica  e  militare.  Nel
corso  di  poco pi di trent'anni, le maggiori potenze coloniali,  che
dal  1800  al 1878 avevano occupato 17 milioni di chilometri quadrati,
se  ne  spartirono altri 22, corrispondenti a circa  un  quarto  della
superficie terrestre.
     L'imperialismo,  che  aveva  come massimi  sostenitori  i  gruppi
politici,  economici  e  militari dominanti  all'interno  dei  singoli
stati,  era  alimentato  anche  dal  nazionalismo  diffuso  nel  mondo
culturale  e  presso  l'opinione  pubblica.  Da  quest'ultimo   e   in
particolare   dalla   presunzione   di   superiorit   della   nazione
colonizzatrice,  spesso  espressamente  unita  a  teorie  razzistiche,
derivava  la  convinzione della perfetta legittimit del  dominio  sui
paesi  conquistati  o  l'idea di una missione  civilizzatrice  a  loro
vantaggio.
     Altro obiettivo che si diceva di voler raggiungere attraverso  la
politica coloniale era la collocazione dell'eccedenza demografica e di
manodopera. In realt la grande massa degli emigranti europei in cerca
di  lavoro  e  di  migliori condizioni di vita si diresse  soprattutto
verso  l'America settentrionale, mentre l'emigrazione verso le colonie
fu  piuttosto contenuta e determinata anche da motivazioni diverse  da
quelle  economiche,  quali il desiderio di soddisfare  lo  spirito  di
avventura o di svolgere attivit missionaria.
     La  dominazione coloniale ebbe conseguenze assai pesanti  per  le
popolazioni  sottomesse.  Alla conquista, quasi  sempre  violenta,  si
sommarono  l'asservimento economico e trasformazioni spesso disastrose
dei  sistemi  culturali. La spartizione delle regioni tra  le  potenze
colonizzatrici,  specialmente in Africa, caus  lo  sconvolgimento  di
divisioni territoriali fissate da secoli: societ stabili ed  omogenee
vennero  frantumate, mentre altre, estranee fra loro, furono costrette
ad una difficile convivenza; questo originer una conflittualit
     
     p 373 .
     
     destinata  a permanere anche dopo la conquista dell'indipendenza,
fino a giungere ai giorni nostri, provocando tragedie inaudite.
     Il   colonialismo  imperialistico  inoltre,  dopo  una  fase   di
spartizioni  pi  o  meno  concordate, accese contrasti  che  andranno
aggravandosi  sino a costituire una grave minaccia  per  la  stabilit
delle relazioni internazionali.
